TreeBlock incontra Innovation Sea: un modello replicabile per la gestione dei rifiuti marini


“La sostenibilità non è una competizione, ma una collaborazione. Solo unendo competenze, territori e tecnologia possiamo generare un impatto reale e misurabile.”

C’è un momento in cui la sostenibilità smette di essere dichiarazione e diventa infrastruttura. Venerdì 20 febbraio, al porto di Termoli, questo passaggio è stato visibile. Pescatori, istituzioni, imprese e innovazione tecnologica hanno lavorato insieme per affrontare una criticità concreta e spesso invisibile: l’inquinamento dei fondali marini.

L’evento dedicato a SeaTrace ha rappresentato un primo passo operativo verso un modello strutturato di gestione del RAP, il rifiuto accidentalmente pescato. In meno di due settimane lavorative, con il coinvolgimento di tre pescherecci, il progetto ha già consentito il recupero di circa 1,3 tonnellate di rifiuti marini dai fondali, tra plastica, reti abbandonate e materiali misti.

Numeri che restituiscono il contesto reale di un problema sistemico e la necessità di soluzioni scalabili.

Un approccio sistemico alla sostenibilità marina

La gestione dei rifiuti in mare non può basarsi su interventi isolati. Richiede infrastrutture digitali, competenze operative e modelli economici sostenibili.

A Termoli si è visto questo approccio in azione. InnovationSea come partner operativo, con oltre vent’anni di esperienza nella salvaguardia delle acque italiane, guidata da Domenico Guidotti. The Nest Company con l’infrastruttura blockchain per la tracciabilità. TreeBlock con la capacità di trasformare l’impatto ambientale in dati ESG misurabili e integrabili nelle strategie aziendali.

Le dimostrazioni operative, tra cui il monitoraggio ambientale con droni e ROV, hanno mostrato come tecnologie già disponibili possano supportare la costruzione di filiere trasparenti e verificabili. La presenza di rappresentanti istituzionali europei e locali ha confermato l’interesse crescente verso modelli replicabili, coerenti anche con le evoluzioni normative europee.

Come ha sottolineato Domenico Guidotti durante l’evento, la sfida non riguarda solo la raccolta dei rifiuti, ma la costruzione di un sistema stabile e continuativo che coinvolga pescatori, imprese e territori in una filiera trasparente.

Dal pescatore al dato certificato

Uno degli elementi centrali dell’evento è stata la dimostrazione del processo SeaTrace.

Attraverso l’app dedicata, i pescatori registrano in tempo reale tipologia, peso e coordinate geografiche dei rifiuti accidentalmente pescati. Questo consente di costruire una mappatura progressiva delle aree più critiche e di monitorare l’efficacia degli interventi nel tempo.

Ogni informazione viene certificata su blockchain, garantendo sicurezza, tracciabilità e verificabilità lungo tutta la filiera. In questo modo, l’attività di recupero non resta un’azione isolata, ma diventa parte di un sistema informativo utile per imprese, istituzioni e territori.

Il cambiamento è anche culturale. Il pescatore assume un ruolo attivo nella gestione ambientale, contribuendo alla produzione di dati strategici.

Il Mare Nostrum sotto pressione

Nel suo intervento, Stefan Grbovic, CEO di TreeBlock, ha richiamato l’attenzione sul Mediterraneo come ecosistema fragile e strategico allo stesso tempo. Un mare semi-chiuso, attraversato da traffici commerciali, turismo e pesca intensiva, in cui l’accumulo di plastica e microplastiche nei fondali rappresenta una criticità crescente.

La sfida non è solo ambientale. Riguarda la qualità delle filiere, la sicurezza alimentare, la reputazione dei territori costieri e la capacità delle imprese di costruire percorsi di sostenibilità credibili.

Senza sistemi affidabili di monitoraggio e certificazione, la sostenibilità rischia di restare dichiarativa. La tecnologia diventa quindi un’infrastruttura di fiducia, in grado di rendere verificabile ogni intervento.

Dall’impatto ambientale al valore aziendale

La partecipazione all’evento ha rappresentato anche un passaggio strategico per TreeBlock. L’incontro ha consolidato e rafforzato la partnership con InnovationSea, già presente nel Marketplace di TreeBlock One.

Questo consente alle aziende di sostenere attività concrete di raccolta dei rifiuti marini. Questo avviene accedendo a dati certificati e integrabili nei propri percorsi ESG. Le imprese non acquistano più un’iniziativa generica, ma partecipano a una filiera tracciata, con evidenze verificabili e allineate alle principali evoluzioni normative europee.

L’impatto ambientale diventa misurabile. Il dato diventa un asset strategico per governance, reporting e posizionamento.

Oltre l’evento

Termoli rappresenta un laboratorio.

Un contesto in cui comunità locali, innovazione e imprese collaborano per costruire modelli replicabili.

Per le aziende, significa passare da iniziative episodiche a strategie integrate.

Per il mare, significa costruire un sistema in cui ogni rifiuto recuperato diventa informazione, responsabilità e futuro.