Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama energetico italiano. Queste realtà, basate sulla collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni, permettono di produrre, condividere e consumare energia pulita a livello locale. Non si tratta solo di una svolta ecologica, ma di un modello che punta a generare valore economico, sociale e ambientale.
Un nuovo approccio alla transizione energetica
Nel contesto attuale, caratterizzato da crisi climatica e aumento dei costi energetici, le CER rappresentano un’alternativa concreta e sostenibile. Grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare o l’eolico, queste comunità favoriscono la decarbonizzazione dei territori e riducono la dipendenza dalle fonti fossili. Ma il loro impatto va ben oltre l’ambiente.
Le CER rafforzano il tessuto sociale attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, che diventano “prosumer” – ovvero produttori e consumatori consapevoli di energia. Questo approccio promuove l’inclusione, la responsabilità collettiva e una nuova visione condivisa dello sviluppo locale.
Energia condivisa: il valore per le imprese
Il 27 maggio 2025 si è tenuto presso la sede di Walter Tosto S.p.A. a Chieti Scalo l’evento “Energia Condivisa, Valore per le Imprese”, promosso da Confimi Industria Abruzzo insieme al Comune di Pescara e alla CER Pescara. L’incontro ha riunito istituzioni, imprese e startup per discutere le opportunità offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e la loro rilevanza per la competitività aziendale.
Durante l’evento è stato presentato il modello di Local Green Deal sviluppato dal Comune di Pescara nell’ambito del programma europeo Intelligent Cities Challenge, come esempio di governance pubblico-privata nella transizione energetica. L’ing. Giovanni Caruso (Pescara Energia) ha illustrato i vantaggi economici e ambientali della CER Pescara e le modalità di adesione per le imprese.
È stata inoltre presentata una survey di Confimi sulle PMI locali, utile a valutare il grado di conoscenza e interesse verso le CER. Un momento centrale è stato il racconto della collaborazione tra Walter Tosto S.p.A. e il Comune di Pescara, portato da Marzia Mazzoni, Sustainability Manager dell’azienda.
La tavola rotonda finale, moderata dalla prof.ssa Gilda Antonelli, ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui rappresentanti di TreeBlock, Apio e il presidente della CER Pescara. Il confronto ha evidenziato strategie e strumenti per un’adesione concreta e vantaggiosa delle imprese ai nuovi modelli energetici condivisi.
L’evento ha messo in luce il potenziale delle CER come leva strategica per uno sviluppo sostenibile e competitivo, basato sulla cooperazione tra pubblico, imprese e innovazione tecnologica.
L’innovazione digitale al servizio delle comunità
In un contesto in cui la transizione energetica richiede anche efficienza e capacità di analisi, la tecnologia può fare la differenza. È in questa direzione che si muove TreeBlock con la sua piattaforma digitale TreeBlock One, pensata per accompagnare territori e aziende nell’attivazione e nella governance delle CER.
La piattaforma sfrutta dati satellitari, catastali e delle cabine primarie per identificare aree dismesse, valutarne il potenziale energetico e mappare opportunità locali. Un supporto concreto alla pianificazione e alla trasparenza, anche in ottica ESG, che consente di monitorare metriche ambientali affidabili e facilitare la rendicontazione delle emissioni evitate.
Grazie a una struttura interoperabile e predittiva, TreeBlock One consente alle comunità energetiche di partire da basi solide, accelerando i tempi di realizzazione e garantendo la scalabilità del modello.
Verso un modello sostenibile e replicabile
Le CER non sono più una visione lontana, ma una realtà in crescita, capace di coniugare interessi ambientali, economici e sociali. La chiave del successo risiede nella sinergia tra pubblico, privato e innovazione tecnologica. Iniziative come quella di Pescara mostrano che, con i giusti strumenti e alleanze, è possibile costruire un futuro energetico più equo e condiviso.

